Area Riservata

Scopri i servizi esclusivi che AgricolturaWeb ha pensato per gli utenti registrati.
Inserisci username e password per accedere al tuo account.
Quote latte:"no" allo scippo degli allevatori Stampa E-mail
News - Zootecnia

bidonelatte(2 marzo 2009)
Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime sostegno agli allevatori in lotta ad Arcore e Gemonio, ma anche agli altri che manifestano in tutta Italia. Da parte nostra nessuna demagogia o strumentalizzazione; solo difesa degli interessi dei produttori che hanno rispettato le regole. Gli emendamenti della commissione Agricoltura del Senato totalmente insufficienti. Senza modifiche sostanziali, pronti a ricorrere alle sedi giudiziarie competenti.


"E' un decreto inaccettabile e le modifiche che sono state introdotte dalla Commissione Agricoltura del Senato non cambiano nulla. Il provvedimento resta fortemente penalizzante per gli allevatori che in questi anni hanno rispettato le regole, anche attraverso onerosi investimenti. Non possiamo, quindi, che essere solidali con i produttori in lotta. Condividiamo e appoggiamo la protesta che oggi si svolge ad Arcore e Gemonio". Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che ribadisce il suo netto dissenso al decreto legge nelle quote latte del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia.
"La mobilitazione degli allevatori che si sta svolgendo da alcune settimane in tutta Italia ha tutta la nostra solidarietà. Oggi -afferma Politi- siamo vicini ai produttori della Cia e della Confagricoltura, che protestano ad Arcore e Gemonio, ma anche a quelli che stanno manifestando in tutta Italia. Iniziative civili attraverso le quali si intende ribadire la netta contrarietà al decreto, sollecitandone un'adeguata revisione parlamentare; ma anche riaffermare l'esigenza di una valida tutela del latte italiano e dell'intera zootecnia del nostro Paese. Da parte nostra non c'è alcuna strumentalizzazione, nè alcun atteggiamento demagogico. La nostra è un'azione incisiva in difesa degli interessi dei produttori onesti che hanno rispettato le norme Ue dello Stato italiano".
"Per questo motivo la mobilitazione che abbiamo avviato nelle scorse settimane -ha rilevato il presidente della Cia- proseguirà incessante. Arriveremo fino alle sedi giudiziarie competenti se non si otterranno, dal Parlamento, le modifiche al decreto che abbiamo sottoposto al governo, alle Regioni, agli enti locali e alle varie forze politiche".
"Quello che è avvenuto la scorsa settimana in commissione Agricoltura del Senato -ha sostenuto Politi- ci ha profondamente deluso. Gli emendamenti introdotti non rispondono né alle richieste degli allevatori né alle indicazioni venute dalle Regioni. Chiediamo, pertanto, un impegno deciso da parte dei gruppi parlamentari. Ci vogliono modifiche sostanziali che tengano conto delle reali esigenze dei produttori che sono stati alle regole".

 

Devi essere registrato per aggiungere i commenti e per accedere alla sezione allegati di questo articolo