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Tutela dei vini a denominazione. La firma di Napolitano è solo l'inizio. Stampa E-mail
News - Vitivinicoltura
tappi(9 aprile 2010)
La firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del Dlgs chiude definitivamente la riforma della legge quadro sui vini a DO (Denominazione di origine) ed IG (Indicazione geografica). Il percorso per una reale tutela dei vini "made in Italy" è però solo all'inizio. Ora servono i decreti attuativi per la salvaguardia di quello che si potrebbe definire il "pianeta" vitivinicolo italiano, settore esce da un 2009, molto difficile e contrassegnato da complessi problemi. E' quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori che auspica una rapida applicazione di una legge attesa da diverso tempo.

La Cia, quindi, accoglie positivamente la firma da parte del Capo dello Stato del decreto legislativo con il quale viene riformata la base normativa (fissata dalla legge 164/92) sui vini Doc ed Igt. Il tutto nell'ottica di un'ulteriore trasparenza dei percorsi che portano alla qualificazione delle produzioni vitivinicole. Resta, comunque, ancora molto da fare.

Avere, infatti, rimandato questioni a successivi decreti attuativi, come il futuro dei Consorzi di tutela, le semplificazioni del sistema di controllo e la rivisitazione del sistema sanzionatorio, rendono il testo -afferma la Cia- ancora insufficiente. Siamo, d'altronde, sulla strada di una riforma della normativa, che ha come obiettivo quello di creare condizioni competitive e più agevoli per i produttori. E tali attese non vanno rese vane da comportamenti non adeguati.

Da qui -conclude la Cia- la sollecitazione ad agire in tempi rapidi per rendere effettivamente operativo il nuovo strumento normativo sulla tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini, dando precise risposte ai produttori che hanno scelto, anche con sacrifici, la via della qualità.

 

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