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Allarme OGM nei mangimi Stampa E-mail
News - Alimentazione
mais(17 maggio 2010)
Allarme OGM nei mangimi. A lanciarlo, Cia - Confederazione Iataliana Agricoltori e Vas - Verdi abiente e società. Secondo le due associazioni, infatti, gli OGM ammonterebbero a più di 4 milioni di tonnellate di soia (un quarto del fabbisogno nazionale) e 2 milioni di tonnellate di mais (oltre il 25% del totale), quantità importate in Italia per provvedere al fabbisogno quotidiano di 300mila stalle attive.

In altri termini, l'85% dei mangimi usati contiene varie percentuali di ogm, e se non c'è biotech, negli allevamenti vengono "serviti" alimenti a base di scarti di pasticceria o dell'industria agroalimentare.

La conclusione a cui arrivano Cia e Vas da questi dati è che "inevitabilmente prodotti come carne, latte e formaggi con presenza di organismi geneticamente modificati finiscono sulle tavole degli italiani" e, avvertono, "senza interventi mirati entro un quinquennio la disponibilità di mais ogm-free potrebbe ridursi di circa il 70%".

Urge un piano nazionale di proteine vegetali, utilizzando anche territori del demanio ancora non utilizzati, in modo da triplicare la produzione di soia italiana, piselli, fave e favini per l'alimentazione animale, nell'ottica di una zootecnia sostenibile.

 

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