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Produttori di pasta: si muove l'antitrust Stampa E-mail
News - Alimentazione

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inflitto una sanzione ai produttori di pasta, ritenuti responsabili di aver fatto "cartello"con l'unico scopo di aumentare i listini. Inspiegabile altrimenti il dato, preso sicuramente in considerazione dal garante, che indica un costante aumento del prezzo del prodotto al dettaglio, di fronte alla una diminuzione delle quotazioni del grano duro, scese in alcuni casi anche del 50 per cento.

Secondo Giuseppe Politi, presidente di CIA, la sanzione è l'ennesima prova del fatto che sia necessario fare massima chiarezza sul mercato e dell'urgenza di rendere più stretti i rapporti di filiera. Politti ha quindi ribadito l'attualità della proposta di CIA per l'istituzione di un "doppio prezzo"(quello praticato sul campo e quello sugli scaffali), esortando Governo e Parlamento ad adottare le misure necessarie a rendere obbligatoria questa dicitura in etichetta

"Non vogliamo entrare nel merito della decisione dell'Antitrust, - afferma Politi - ma da tempo avevamo denunciato una situazione anomala. Il prezzo del grano duro, dopo le impennate dei primi mesi del 2008, aveva subito un taglio netto, in alcuni casi del 50 per cento, mentre la pasta al consumo ha continuato a far registrare vistosi rincari, più 25,4 per cento a gennaio scorso rispetto allo stesso mese dell'anno passato. E', quindi, evidente che qualcosa non ci convinceva e avevamo sollecitato le competenti autorità ad intervenire".

"Per quanto riguarda la pasta, parlano da sole le cifre. Le quotazioni del grano -sottolinea il presidente della Cia- sono oggi uguali a quelle di venti anni fa, praticamente intorno a 0,20 euro il chilo, mentre al consumo i prezzi in media sono, per un chilo di pasta, tra 1,50 e 2,00 euro. Uno scarto eccessivo che giustamente ha fatto intervenire l'Antitrust".
"Cosa fare adesso? Credo che restituire i soldi ai consumatori e agli agricoltori sia -rileva Politi- praticamente impossibile. Facciamo, però, in maniera che casi del genere non accadano più. Bene, pertanto, l'operato dell'Antitrust. Impegniamoci per rendere sempre più equilibrato il mercato, rafforzando e rendendo più stretti i rapporti di filiera, dal campo alla tavola".

 

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