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Come sarà la PAC post 2013? Stampa E-mail
News - Agricoltura
spiga3(20 luglio 2010)
Oggi e Domani, a Bruxelles, si terrà la Conferenza promossa dal commissario europeo Dacian Ciolos per presentare l'esito della consultazione pubblica che si è svolta nei mesi scorsi sul futuro della politica agricola comune.

Il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi sottolinea l'esigenza di una riforma che dia risposte valide ai produttori. Bisogna, comunque, intervenire da subito con misure concrete per fronteggiare la grave crisi in cui sono costretti ad operare gli imprenditori agricoli.

"La nuova politica agricola Ue deve concentrare la massima attenzione sul reddito degli agricoltori e, quindi, la riforma post 2013 deve destinare più risorse per il settore e sostegni a chi vive realmente di agricoltura, gli agricoltori professionali".

"Crediamo, tuttavia, che occorre portare avanti da subito azioni concrete per dare risposte agli agricoltori prima del post-2013. C'è bisogno, infatti, di soluzioni immediate per evitare che i produttori -afferma Politi, che è anche vicepresidente del Copa (Comitato delle organizzazioni agricole europee)- si trovino alle prese con situazioni estremamente difficili come quelle che si sono riscontrate negli ultimi tre anni. Soluzioni mirate che consentano di garantire i redditi e di operare con propulsione sui mercati per fare in modo che i prezzi non subiscano pesanti cadute che avrebbero disastrose conseguenze sulla gestione delle imprese".

"La futura politica agricola comune dovrà, comunque, porre al centro l'agricoltura e le imprese agricole. Il sostegno pubblico -ha aggiunto il presidente della Cia- dovrà essere destinato agli agricoltori professionali ed alle aziende che operano nel mercato dei prodotti e del lavoro. Vogliamo sostenere gli imprenditori agricoli, non i percettori di rendite fondiarie e parassitarie. Dobbiamo superare l'anomalia dell'attuale Pac che concentra l'80 per cento del sostegno sul 20 per cento delle aziende e riserva il regime di aiuti ai beneficiari storici".

"La leva della futura Pac -ha rimarcato Politi- deve poggiare su precisi presupposti: correggere il malfunzionamento del mercato, sostenere le imprese ed il loro adattamento alle condizioni di mercato, soprattutto nei momenti di crisi, ed alla domanda sociale, promuovere lo sviluppo delle aree rurali ed i progetti di filiera. La Pac del futuro, dunque, dovrà essere più mirata nei destinatari e negli obiettivi. Deve finanziare i progetti di ammodernamento delle aziende, di innovazione e tutela ambientale, per il ricambio generazionale, l'organizzazione dell'offerta, la gestione dei rischi".

"La Pac -ha rilevato il presidente della Cia- dovrà assumere tra i suoi obiettivi l'efficienza del mercato; dovrà prevedere tra le azioni il rafforzamento delle organizzazioni di produttori; la diffusione dell'economia contrattuale; il sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato".

"Insomma, bisogna lavorare per una Pac post 2013 più forte e ambiziosa che -ha concluso Politi- permetta di regolare i mercati, di assicurare il reddito degli agricoltori e di garantire le aziende agricole, evitando le rinazionalizzazioni".

 

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