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Rinnovo cariche: il consorzio si spacca Stampa E-mail
News - Agricoltura

spiga5(17 luglio 2010)
La Coldiretti di Forlì-Cesena e Rimini è riuscita nella titanica impresa di spaccare l’alleanza all’interno del Consorzio agrario interprovinciale di Forlì-Cesena e Rimini.

Consorzio rappresentato anche da Cia, Confagricoltura, Uimec-Uil, Confcooperative, Legacoop e che stava dando risultati più che buoni nell’ambito delle sue funzioni.

E allora? Allora è successo che, durante un incontro svoltosi i primi di giugno ed in cui si è parlato anche del rinnovo delle cariche del nuovo Consiglio di amministrazione, la Coldiretti ha chiesto di avere altri due posti in Consiglio. Il problema è che tale richiesta romperebbe gli attuali equilibri così ripartiti: Coldiretti 6 consiglieri, Cia 3, Confagricoltura 3 e Uimec-Uil 1.

Senza dimenticare che il presidente è Coldiretti ed il suo voto, in caso di parità, vale doppio e che il direttore vanta un trascorso lavorativo nella stessa organizzazione. Ragionevoli controproposte, interventi meditati ma risultati zero e rottura inevitabile.

Viene preparato, da parte delle succitate organizzazioni professionali e dalle Centrali cooperative un comunicato congiunto che viene letto
nelle assemblee di Forlì ed in quelle di Cesena (9 giugno) e di Rimini (16 giugno).
La Coldiretti ha risposto iniziando, da sola, gli incontri per l’acquisto di mezzi tecnici e per il ritiro dei cereali.

Quella che segue è una sintesi del documento unitario di cui sopra.

Le organizzazioni professionali Cia, Confagricoltura, Uimec e le Centrali cooperative Confcooperative e Legacoop delle province di Forlì-Cesena e Rimini, alla luce della presa di posizione di Coldiretti di non voler più proseguire nel percorso unitario di gestione che ha caratterizzato la storia, il successo e il valore del Consorzio agrario territoriale, sottolineano il loro totale dissenso rispetto a una decisione che ritengono poco responsabile e miope rispetto alle esigenze di coesione di cui gli agricoltori hanno, oggi più che mai, bisogno e che il territorio esprime.

Dall'accordo siglato nel 2007 e dalla conseguente gestione si è determinato il crescente sviluppo e il consolidamento di un Consorzio
che ha saputo essere una delle più efficienti esperienze a livello regionale e nazionale. Un percorso che, grazie allo spirito unitario, si è dimostrato lungimirante e precursore nell'applicare politiche di governance che, a partire dalla centralità del socio, hanno creato un produttivo coordinamento tra le organizzazioni che, a pari titolo, lo rappresentavano.

Esse sono dunque a confermare le posizioni assunte nel 2007 ed è questo il prioritario impegno che le stesse auspicavano venisse da tutti garantito nel rispetto di una base sociale che, mai come ora, necessita di avere confermate: stabilità di governance; impegno nell'affermazione e consolidamento degli obiettivi; garanzie di risparmio ed efficienza.

Questa la richiesta che, fortemente, tutte le Associazioni coinvolte hanno posto a Coldiretti nel momento in cui la stessa, a pochi giorni dalle assemblee, si è dimostrata intenzionata a venire meno ai siglati patti di unitarietà.

Gli obiettivi che avremmo voluto perseguire sono: affermazione dell'ottica consortile di essere il riferimento riconosciuto da tutti i produttori che ne sono, a pari titolo, parte; dimostrare che il mondo agricolo è capace di una coesione che sa marcare la differenza in termini di risultati; potenziamento delle strategie di sviluppo e di programmi come risposta credibile alle esigenze dell'impresa agricola locale; leale rapporto tra so-cio/cliente e Consorzio agrario in un'ottica di equità e mutualità.

Creare divari in un momento di difficoltà e recessione economica come il presente è una conclamata mancanza di attenzione nei confronti degli agricoltori, dei soci e di sfiducia verso il Consiglio di amministrazione.

Ogni Associazione deve sapere mettere in campo, anche a discapito delle proprie esigenze specifiche e delle politiche nazionali che spesso la condizionano, le azioni migliori per lo sviluppo di questo territorio che, in quanto tale, è unico, distintivo e risponde ai bisogni degli agricoltori romagnoli che non sono omologabili a quelli di altre realtà geografiche. Alla luce e in coerenza a quanto sopra espresso, le Associazioni firmatarie del presente documento manifestano all'Assemblea dei soci il loro disaccordo nei confronti di Coldiretti che, non tenendo conto di quanto costruito in questi anni, si è posta in una logica non unitaria ma di rottura. Logica arretrata rispetto alle esigenze che in questo momento gli agricoltori richiedono e hanno diritto di pretendere e ottenere.

 

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