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Olio. Misure del governo insufficienti. Per Cia serve un tavolo di confronto. Stampa E-mail
News - Agricoltura
olive(12 maggio 2010)
In materia di olivicoltura, la Cia non lesina critiche alle linee guida del ministero delle Politiche agricole. Dopo due anni di lavoro la Confederazione e gli agricoltori si attendevano risultati più concreti. I pesanti costi che affliggono i produttori e prezzi delle olive in caduta libera rendono più che mai urgente l'apertura un tavolo di confronto tra Governo, Regioni e tutte le componenti del sistema olivicolo italiano. Sevono interventi incisivi.

Un risultato molto deludente. Ci sono proposte che non rispecchiano la drammatica situazione in cui versano migliaia di imprese. Le risorse finanziarie sono soltanto "virtuali" o già impegnate. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta il Piano olivicolo nazionale pubblicato sul sito del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Si è atteso più di due anni, ma da questo Piano -afferma la Cia- non vengono risposte concrete ed incisive ai gravi e complessi problemi dei nostri produttori che fanno i conti con costi in continua ascesa, con prezzi delle olive in drammatico crollo e con redditi sempre più falcidiati.

Il Piano olivicolo nazionale parte da un'analisi attenta dell'intero comparto, ma -rimarca la Cia- quando entra nel vivo delle questioni è privo di concretezza e di efficacia. Insomma, non delinea quelle azioni che oggi gli olivicoltori si attendevano.

Quello che, invece, interessa i produttori -sottolinea la Cia- è un intervento strutturale sui problemi che affliggono il settore, altrimenti la crisi rischia di peggiorare ulteriormente e di portare al tracollo l'intera olivicoltura italiana, con conseguenze facilmente immaginali sia sotto l'aspetto economico che sociale. Già oggi i produttori vendono le olive sotto costo e fronteggiano la crescita di pesanti oneri. Non agire su questo fronte vuol dire ignorare un'emergenza drammatica.

Dal Piano nazionale, quindi, ci si aspettava molto di più. Non si può dimenticare -rileva la Cia- di curare una crescita ed un'organizzazione del comparto in modo da garantire gli agricoltori e renderli più forti nei rapporti di filiera e di valorizzare, nel contempo, le nostre produzioni di qualità che ogni giorno subiscono l'assalto dall'estero.

Da qui la richiesta della Cia, che con altri protagonisti della filiera olivicola ha siglato nei giorni scorsi un importante accordo interprofessionale finalizzato alla valorizzazione delle produzioni nazionali, di ridiscutere il Piano aprendo al più presto un tavolo di confronto tra Governo, Regioni e tutte le componenti del sistema olivicolo italiano.

 

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