Buone Feste da Cia-FC
(23 dicembre 2011) La CIA - Confederazione Italiana Agricoltori di Forlì-Cesena augura a tutti gli utenti di AgricolturaWeb un buon Natale e un felice 2012.
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(14 novembre 2011) Pronto il bando per finanziare la promozione dei prodotti biologici ai consumatori.
(23 settembre 2011) Dopo più di due mesi dall'approvazione della Legge 12 Luglio 2011 n. 106 è stato finalmente emanato ieri il decreto dell'Economia del 14 settembre 2011 che fornisce le indicazion...
| Politi chiede misure efficaci nel milleproroghe |
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| News - Agricoltura |
(3 febbraio 2010)Alcune parole, con cui il presidente della Cia Giuseppe Politi indirizza l'attenzione del governo e delle forze politiche sul decreto detto "Milleproroghe", in discussione in Parlamento. Politi chiede che venga introdotta la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali e l'“accisa zero” sul gasolio, due misure indispensabili al fine di ridurre i pesanti costi che oggi gravano sugli imprenditori agricoli italiani. "I costi delle imprese agricole continuano a crescere in maniera opprimente, mentre i prezzi sui campi sono sempre più in caduta libera. Occorre intervenire al più presto. Bisogna alleggerire un ‘peso' che grava sull'attività imprenditoriale. Per questo motivo rinnoviamo l'invito affinché nel decreto ‘Milleproroghe' in discussione in Parlamento venga inserito un emendamento che preveda la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali (in scadenza il prossimo 31 luglio) per le aziende che operano in territori svantaggiati e di montagna e l''accisa zero' sul gasolio per tutte le imprese e non solo per le serre". "Finora nei confronti dell'agricoltura del nostro Paese c'è stata scarsa attenzione. Il governo -avverte Politi- ha fatto tante promesse, ma i pochi interventi decisi sono totalmente insufficienti. La stessa finanziaria per il 2010 è risultata molto deludente. Davanti all'attuale drammatico scenario, è necessario che si adottino misure tempestive e straordinarie per ridare fiato alle imprese. Sia la fiscalizzazione che l''accisa zero' sul gasolio possono garantire una riduzione dei costi. Certo non rappresentano la soluzione dei problemi degli imprenditori agricoli, ma sono in grado di ridare una boccata d'ossigeno ai tanti agricoltori che oggi fanno fatica ad operare e rischiano di essere espulsi dal mercato". "D'altra parte, il panorama per gli agricoltori delle zone montane e svantaggiate -aggiunge il presidente della Cia- è alquanto difficile e costellato da nubi minacciose. Le agevolazioni contributive (meno 75 per cento per la montagna e meno 68 per cento per le aree svantaggiate) finiscono con il prossimo 31 luglio. Dal primo agosto gli aumenti saranno considerevoli e per le aziende, che già operano in condizioni precarie, le prospettive appaiono drammatiche. Per quelle di montagna le agevolazioni si riducono al 70 per cento, mentre per quelle delle aree svantaggiate al 40 per cento. Il danno è rilevante perché proprio l'80 per cento delle giornate denunciate all'Inps sono svolte in territori agevolati. E proprio le aziende delle aree svantaggiate rappresentano il 55 per cento del totale". "La situazione diventa ancora più allarmante se si pensa che molte di queste imprese -rimarca Politi- avevano aderito all'operazione di ristrutturazione dei debiti Inps e, con grande sacrificio, avevano regolarizzato la loro posizione". "Stesso discorso per l''accisa' zero sul gasolio. Questa agevolazione -sottolinea il presidente della Cia- non è fondamentale solo per le serre -settore sul quale, peraltro, pende una procedura Ue che ritiene il 'bonus' un aiuto nazionale e questo sta alimentando molta confusione e preoccupazione tra i serricoltori- ma anche per tutte le altre aziende agricole che in questi anni hanno visto crescere in modo eccessivo il costo del carburante indispensabile per la loro attività". "Il decreto ‘Milleproroghe' appare, al momento, l'unica strada percorribile per intervenire in tempi brevi. Invitiamo, quindi, sia il governo che le forze parlamentari ad impegnarsi affinché -conclude Politi- le imprese agricole possano essere sgravate di una parte dei pesanti costi che oggi sostengono e messe nelle condizioni di stare ancora sul mercato. Altrimenti, sarebbe la chiusura". |
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