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Il lavoro al centro dell'agricoltura europea Stampa E-mail
News - Agricoltura
politi(21 gennaio 2010)
Alla tavola rotonda dal titolo "Il lavoro al centro dell'agricoltura europea", svoltasi nell'ambito del quarto congresso della Uila, l'intervento del presidente della Cia Giuseppe Politi ha sottolineato come le misure attuate per l'agricoltura siano buone, ma non sufficienti.

Secondo Politi serve una politica del lavoro completamente nuova, che agisca per ridurre i costi contributivi e fiscali che gravano pesantemente sulle imprese; che si impegni in modo deciso per rafforzare i rapporti della filiera agroalimentare.

Una riforma che non si fermi alla politica agricola nazionale, promuovendo "azioni comuni per delineare una riforma della Politica agricola europea che dopo il 2013 sia in grado di tutelare e valorizzare l'attività delle imprese".

Politi si è poi espresso sul valore dei lavoratori immigrati, definendoli essenziali per la nostra agricoltura. Soffermandosi sulla vicenda di Rosarno, inoltre, il presidente della Cia ha ribadito la condanna verso i fenomeni di sfruttamento.

"L'unica cosa possibile da fare è quella di costruire e istituzionalizzare (e non solo a Rosarno) il confronto tra Stato, mondo delle associazioni e sindacati e governi locali su temi di fondamentale importanza, quali le politiche di integrazione (servizi sociali, abitazioni, sanità, scuole) e il mercato del lavoro. Testimoniare e far percepire la presenza delle istituzioni e dei soggetti della rappresentanza avrebbe un duplice effetto positivo: non far sentire sole le imprese e i lavoratori che operano nel rispetto delle regole e che sono in sofferenza per la concorrenza sleale innescata da chi elude le norme; togliere sempre più il terreno d'azione alla criminalità organizzata, ma anche a tutti quei soggetti poco trasparenti e per nulla rappresentativi che operano nel mercato del lavoro".

Politi ha inoltre espresso un parere favorevole sui voucher, uno strumento utile per fare emergere lavori di tipo occasionale, ma chiarendo il fatto che non bastano perché il lavoro agricolo dipendente non è solo quello occasionale, ma anche quello a tempo indeterminato, determinato e stagionale.

"E' indispensabile operare -ha detto Politi- per un mercato del lavoro che venga realmente incontro alle necessità delle imprese agricole che stanno vivendo una fase di drammatica crisi. Bisogna soprattutto intervenire sul fronte dei costi. Occorrono una stabilizzazione della fiscalizzazione degli oneri sociali e concreti incentivi alle imprese che strutturano, che aumentano l'occupazione e che sono virtuose nell'ambito della sicurezza sul lavoro. Tutte richieste -alcune delle quali sono addirittura legge- contenute negli Avvisi Comuni sottoscritti e che attendono attuazione".


 

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