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Fragole rifiorenti a Cesena Stampa E-mail
News - Agricoltura

fragole1(16 novembre 2009)
Si è già parlato su AgricolturaWeb della situazione critica in cui si trova la fragola Cesenate. Solo lo scorso agosto, infatti, abbiamo pubblicato un articolo incentrato sull'allarme lanciato da Adamo Zoffoli, presidente del Consorzio Agrario, secondo cui la fragola sta letteralmente scomparendo dalle campagne Cesenati.


Se per risollevare un bilancio disastroso, che vede Cesena coltivata a fragole per solo 150 ettari del suo territorio, si proponeva di puntare sulle rifiorenti, oggi possiamo avere i primi riscontri di questa nuova tipologia di coltura.

Si tratterebbe, in sostanza, di trapiantare le fragole non più in luglio, ma in maggio, per avere un periodo di raccolta che inizia a fine agosto e continua ancora oggi. Terminata quasta pima fase, si avrà poi un secondo periodo di raccolta in primavera.

Questo cambia completamente il rapporto dell'agricoltore con il proprio campo. Infatti, se tradizionalmente le fragole vengono colte in aprile e in maggio, con l'impiego di tanta manodopera per gestire l'irruenza dei frutti, con le rifiorenti la maturazione viene scaglionata e si raccolgono i frutti due volte la settimana (in agosto e in settembre) oppure una volta sola (ottobre e novembre).

L'unica incognita di questa tecnica, facile intuirlo, è determinata dalla temperatura dei mesi autunnali che, nonostante i tunnel ricoperti di plastica, non deve scendere al di sotto dei 7-5 gradi centigradi, pena la mancata maturazione e il conseguente termine della produzione.

Ma il freddo non sembra scoraggiare i "pionieri" di questa tecnica che, anzi, appaiono galvanizzati dai primi risultati. Come Piero Turroni, responsabile tecnico di Apofruit che afferma: "crediamo nelle rifiorenti e stiamo valutando le varietà più adatte, in collaborazione con alcune aziende agricole del territorio".

Ma come sono queste fragole? A sentire tecnici e produttori,  una delle varietà impiegate ha dato ottimi risultati, sia in termini di resa sia in termini di qualità organolettiche, con frutti molto dolci e dalla polpa soda e croccante.

Che sia dunque questa la via per salvare la fragola di Cesena?

 

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