Area Riservata

Scopri i servizi esclusivi che AgricolturaWeb ha pensato per gli utenti registrati.
Inserisci username e password per accedere al tuo account.
I rappresentanti degli agricoltori chiedono concretezza. Stampa E-mail
News - Agricoltura
logociabianco(9 ottobre 2009)
La risposta a Zaia da parte di tre delle maggiori associazioni agricole del cesenate non si è fatta attendere: "le rassicurazioni e le promesse non bastano, le ascoltiamo ormai da anni: servono fatti concreti". Maurizio Solfrini, Claudio Canali e Ivan Zagnoli, in rappresentanza di Cia, Confagricoltura e Copagri di Forlì-Cesena commentano in questo modo l'intervento del ministro delle Risorse Agricole Luca Zaia, che mercoledì ha partecipato all'inaugurzaione del Macfrut.

"Le sue parole - spiegano i tre presidenti - hanno sconcertato molti imprenditori agricoli: non si possono scaricare completamente sulle spalle dei produttori le distorsioni del mercato e le carenze di aggregazione dell'offerta. Il Ministro ha dimostrato di conoscere benissimo le emergenze che interessano il settore nell'area romagnola, in particolare la necessità di dotare il settore agricolo di strumenti moderni per gestire le oscillazioni di mercato ed i relativi rischi per i produttori. Adesso basta con le parole, è ora che faccia qualcosa".

"La questione del rifinanziamento del fondo di solidarietà - dice il presidente di Cia, Maurizio Solfrini - è sul tavolo del ministro ormai da due anni e ancora non si sa se sarà inserita nella finanziaria 2010. Al di là delle promesse personali di Berlusconi, gli strumenti di assicurazione servono alla parte migliore degli imprenditori, quelli che puntano sulla qualità delle produzioni: o vogliamo dire loro che hanno sbagliato tutto? E a proposito di errori, vogliamo parlare dell'aumento delle quote latte tanto sbandierato come conquista epocale? Per il nostro mercato italiano è stato devastante, ha fatto crollare i prezzi alla produzione".

"Sull'etichettatura di origine dei prodotti - ha aggiunto il presidente di Confagricoltura, Claudio Canali - il ministro ha ragione. Ma occorre più chiarezza in Parlamento, perché le proposte attuali rischiano di diventare un boomerang per gli agricoltori, soprattutto quando vanno a definire provenienza e prevalenza nella tracciabilità del prodotto. Apprezziamo comunque l'impegno del ministro per la definizione dell'iter legislativo".

"Senza respiro europeo - afferma Ivan Zagnoli, presidente di Copagri - non si va da nessuna parte e si penalizza chi, come la Romagna, esporta la maggior parte delle proprie coltivazioni. Ad esempio per il settore zootecnico, non dobbiamo inventare nulla di nuovo ma chiedere al prossimo Consiglio a Bruxelles l'estensione del decreto 1760/2000 (cioè etichettatura obbligatoria con nato, allevato, macellato) a tutte le carni".

Al ministro Zaia, infine, si ricorda che non è il caso di prendere sotto gamba la drammaticità del momento storico. «"in campagna - concludono i tre presidenti - ci sono aziende che hanno già visto scattare i pignoramenti sulle macchine agricole. Solo il più forte sopravviverà? Non è facendo leva sul darwinismo sociale che si dimostra di saper risolvere i problemi di un Paese".

fonte romagnaoggi.it

 

Devi essere registrato per aggiungere i commenti e per accedere alla sezione allegati di questo articolo