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Maurizio Solfrini: la grande distribuzione tuteli i produttori locali Stampa E-mail
News - Agricoltura

solfrini(27 giugno 2011)
Cia Forlì-Cesena e le altre organizzazioni agricole tirano in ballo la grande distribuzione nella battaglia per la tutela dei produttori italiani. Di fronte a situazioni di crisi dei consumi come quella provocata dal batterio killer, gli agricoltori chiedono regole comuni e uniformità di comportamenti commerciali, anche per le merci provenienti da produttori esteri.

«Ciò chiediamo -  afferma il presidente di Cia Forlì-Cesena, Maurizio Solfrini - è che supermercati e iper diano spazio al prodotto locale e che si tutelino i nostri produttori, come succede in altri stati, Francia in testa» La proposta delle organizzazioni degli agricoltori è quella di definire regole comuni per riuscire a gestire le situazioni difficili di mercato lavorando sulla trasparenza della provenienza e sul governo dell'offerta, togliendo dal mercato del fresco e indirizzando ad altre destinazioni il prodotto di minor qualità.

La possibilità che questa proposta divenga realtà è sfumata venerdì scorso, quando al tavolo interprofessionale nazionale Ortofrutta Italia i rappresentanti di Federdistribuzione e Ancc/Ancd si sono rifiutati di firmare un accordo che prevede uniformità di comportamenti commerciali, anche per le merci provenienti da produttori esteri concorrenti dei nostri agricoltori.

«Applicare regole comuni e omogenee è irrinunciabile - continua Solfrini - specialmente in una situazione di mercato già depressa. E' chiaro il tentativo della distribuzione di voler lavorare anche sulla bassa qualità estera per avere, nel migliore dei casi - un'arma in più per abbassare ulteriormente il prezzo riconosciuto ai nostri produttori». Cia informa che solleciterà da subito un intervento delle istituzioni, in particolare del Ministro Romano.

«Chiediamo a tutte le componenti della interprofessione che venerdì hanno dimostrato di condividere la linea strategica individuata - rimarca il presidente Solfrini - la massima coesione nel perseguire l'obiettivo di una equa ripartizione del valore lungo la filiera dell'ortofrutta e nelle azioni che sarà necessario intraprendere».

 

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