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Earth Day: il programma ambientale di Cia Stampa E-mail
News - Agricoltura

earth_day(21 aprile 2011)
In occasione dell'Earth Day, la Festa della Terra che si terrà domani, Giuseppe Politi afferma che "l'agricoltura può fare molto per l'ambiente" e illustra il programma ambientale di CIA

"Essendo l'attività che interagisce maggiormente con la natura - continua Politi -, se sceglie la via della sostenibilità, può giocare un ruolo da protagonista nelle emergenze ambientali".

Giuseppe Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, alla vigilia della quarantunesima Giornata mondiale della Terra, che si celebra in 192 Paesi, mette in evidenzia il rapporto esistente tra agricoltura ed ambiente.

"Oggi gli agricoltori si mettono sempre più in gioco nella sfide urgenti che il pianeta è costretto ad affrontare, correggendo la propria condotta in chiave ecologica", ha continuato Politi, "il nostro è un impegno concreto a favore dei temi ambientali, che la Cia porta avanti da anni coinvolgendo un numero sempre maggiore di agricoltori".

La Cia, ha spiegato Politi, ha lanciato un programma ambientale che prevede diversi obiettivi: "la riduzione del 15 per cento del consumo di acqua, del 20 per cento dell'impiego di fitofarmaci, del 15 per cento delle lavorazioni superficiali dei terreni e, contemporaneamente, l'aumento del 25 per cento delle produzioni delle biomasse, del 10 per cento del biologico e del 3 dei rimboschimenti".

E ha spiegato: "Abbiamo costruito progetti volti alla riduzione delle emissioni di CO2 in azienda o alla loro compensazione, tramite il rimboschimento. L'agricoltura e soprattutto la zootecnia vengono spesso chiamate in causa come produttrici di gas serra (azotati e metano); mentre l'agricoltura integrata e biologica è neutrale rispetto a questi gas o, più spesso, ha un bilancio positivo perché fissa più carbonio di quanto ne emette".

La scelta delle coltivazioni biologiche, ha aggiunto Politi, "preserva il suolo dall'inquinamento dovuto all'impiego di fertilizzanti e fitofarmaci e dall'impoverimento legato alle stressanti lavorazioni del terreno e ai fenomeni di desertificazione, che negli ultimi 40 anni hanno determinato un calo del 30 per cento della sua capacità di ritenzione e di regimazione delle acque, accrescendo le situazioni di rischio idrogeologico e il verificarsi di eventi catastrofici".

Per questo, il 17 febbraio la Cia ha sottoscritto il 'Manifesto per la difesa del suolo', "teso a salvaguardare questa preziosa riserva di patrimonio genetico e di materie prime, quindi di biodiversità, altra parola d'ordine dell'impegno ambientale in agricoltura".

Molto si è fatto, inoltre, ha concluso Politi, "per raggiungere l'autosufficienza energetica in azienda, promuovendo il riutilizzo degli scarti agroforestali, di cui l'agricoltura è una fonte eccezionale, reimpiegati per la produzione di energia verde. La Cia crede molto nel ruolo dell'agricoltura nella produzione di energia pulita da biomasse, produzione cresciuta dal 2008 del 60% all'anno, giungendo -secondo i dati di Nomisma energia- a fatturare 13 miliardi di euro nel 2010".

 

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